venerdì 18 dicembre 2020

18 Dicembre - La Madonna dell'Orto apparsa a Chiavari

La notte del 18 dicembre 1609, una levatrice di Rupinaro, Geronima Turrio, che la sera si recava a pregare presso l'immagine sacra, si destò ad un tratto e la Vergine, illuminata da una fulgidissima luce e con le stesse sembianze del dipinto venerato, le apparve dinnanzi. A conferma di tale evento miracoloso, il 2 luglio dell'anno seguente, Maria apparve anche a Sebastiano Descalzo, un povero minorato, guarendolo. L'uomo vide la Madonna che aveva ai due lati i lumi come sospesi da mani invisibili, salire e scendere nell'orto per fermarsi poi davanti all'immagine che anche lui venerava, per lasciare, una volta scomparsa, un soavissimo profumo.

Fonte e approfondimenti: La Voce di Genova

ALLA MADONNA DELL’ORTO

Vergine gloriosissima, che per l’eccellenza della Tua Verginità illibata e feconda, sei stata dichiarata dalla Spirito Santo un Orto racchiuso e un Fonte sigillato, perché mai hai ammesso a te stessa altro Signore, che quel Dio che Ti creò, come Orto e Paradiso di sue delizie: deh, volgi amorosa da quella Tua immagine uno sguardo di Madre sopra dell’anima mia, che tante volte si è fatta schiava del peccato.

E per quell’amore parziale, con cui dal Cielo Ti sei palesata fra di noi quale orto fecondo di grazie in nostra giustificazione e salute, impetrami del Tuo Divin Figlio, che reggi tra le braccia, una vera contrizione dei miei peccati e una costante emendazione dei miei costumi.

Amen.

venerdì 4 dicembre 2020

4 Dicembre - La Madonna di Poggio di Roio

La storia dell'apparizione a Poggio di Roio

La statua della Madonna di Roio, in legno di cedro dorato, che la leggenda vuole sia venuta dalle Puglie e che non pare opera d'arte abruzzese, è lavoro di fine scalpello e si caratterizza per la linea generale armoniosa che la rende piacevole.

È opera attribuita al XIV secolo. Lo storico aquilano Angelo Signorini, nella sua opera “La Diocesi di Aquila”, a pag. 314, riporta il racconto di P.Serafino di Montoro riguardante il ritrovamento della venerata statua.

"Un semplice pastore di nome Felice Calcagno - egli dice - nativo forse della terra di Lucoli, portatosi a svernare, come era in uso, nei pascoli delle Puglie in un bosco denominato RUO, un giorno ebbe la disavventura di smarrire il gregge affidato alla sua custodia. Temendo per questo un gran castigo dai suoi padroni, supplicò fervorosamente la Vergine perché lo soccorresse in così duro frangente. Mossa a pietà, la Regina dei Cielo apparve al pio garzone in forma di vaghissima dama col Suo Gesù fra le braccia e cortesemente gli precisa il luogo dove s’erano rifugiate le sue pecorelle. All'insolito celeste favore rimase estatico il buon guardiano! Riavutosi dallo stupore e ritrovato il gregge nel luogo indicatogli, giulivo riferì il prodigio agli altri pastori. Mossi tutti da forte curiosità si portarono in quel luogo e trovarono una statua in grandezza al naturale con quelle stesse forme e fattezze che il semplice pastore ebbe vedute nell’ignota Signora".

Era il dicembre 1578.

Presala con venerazione, la portarono nella loro capanna con la ferma intenzione di collocarla in qualche chiesa di Lucoli. A primavera, tempo in cui dalie Puglie si faceva ritorno nelle montagne d'Abruzzo, collocata la miracolosa statua su un mulo, si avviarono; ma arrivati, dopo alcuni giorni di viaggio, presso la Croce del Castello di Roio, davanti alla chiesetta di San Leonardo, il giumento piegò le ginocchia, né volle più proseguire. Al portento si destò in quei buoni pastori maggior devozione e, presa la statua, la portarono a spalla fino a Lucoli e la deposero nell'abbazia di S.Giovanni. La mattina seguente il santo Simulacro non era più lì: prodigiosamente se n'era tornato a Roio, in quello stesso luogo dove si prostrò il giumento. E fu allora che gli abitanti di Roio, lieti di così prezioso tesoro, edificarono in onore della Madonna il grazioso artistico Santuario.

Preghiera alla Madonna

Vergine Santissima,
che per la vostra immagine,
dai nostri pastori migrati in terra di Puglia,
felicemente rinvenuta
e devotamente trasportata in Abruzzo,
sceglieste come dimora
il luogo di predilezione
il Poggio di Roio all'Aquila,
e nel grazioso tempio,
eretto alla pietà dei nostri maggiori,
apriste una sorgente di doni celesti,
accogliete gli omaggi
che Vi rendono i vostri figli vicini e lontani,
rinnovate con essi la provvida alleanza
e consolateli con la vostra benedizione.

Fonte: Maria di Nazareth