mercoledì 29 luglio 2020

29 Luglio- Nostra Signora di Morbio

La storia del santuario di Santa Maria dei Miracoli inizia il 29 luglio 1594. È un venerdì e due fanciulle milanesi, Caterina e Angela, rispettivamente di dieci e di sette anni, raggiungono il colle di Morbio, dove anticamente sorgeva un castello. Sono due povere fanciulle malate, tormentate dal demonio e sono salite fino a Morbio, per chiedere la benedizione di don Gaspare Barberini, il vice-parroco (Morbio diventerà parrocchia soltanto nel 1777, staccandosi da Balerna) che gode di particolari carismi. Ma il viceparroco è assente; è sceso a Cernobbio per la festa di Santa Marta. Alla stanchezza del viaggio e alla tristezza della malattia, si aggiunge l'amarezza della delusione. Non resta che aspettare. Fra i ruderi dell'antico castello vi sono anche le rovine del vecchio oratorio e sul muro sbrecciato e cadente, é dipinto l'affresco, che rappresenta la Vergine in atteggiamento profondamente materno, mentre allatta Gesù.

Sullo spiazzo antistante, le due madri, angustiate da una nuova crisi delle due fanciulle, pregano con fede, dopo aver condotto, con l'aiuto di alcune donne di Morbio, le due ragazze davanti all'immagine sacra.
E allora avviene il miracolo. Quelle due povere creature semplici e innocenti sono salve. Questo è il miracolo di Morbio: la Madonna appare alle due fanciulle e le guarisce.

Nel processo sulla manifestazione della Madonna dei Miracoli steso dal Vicario Generale del Conte Vescovo di Como in presenza dell'Arciprete di Balerna il venerdì 5 agosto 1594, tra l'altro si leggono le parole di Caterina di dieci anni che riferisce come la Madonna le aveva detto che "avvisasse che si facesse refare quel luogo e che su gli si dicesse Messa". La Madonna gli aveva pure detto che avrebbero dovuto dire a tutti che "dovessero dire 15 Pater Noster e 15 Ave Maria per i 15 misteri della vita, passione, morte e resurrezione del Signore". Infine Caterina afferma che dopo che fu venuto giù dallo scaletto, la Madonna le aveva detto inoltre altre cose, "che si dovesse fare Capuccina" e che lei le aveva promesso di poter effettuare questa sua promessa. Questo è il triplice messaggio di Santa Maria dei Miracoli.

Fonte: Maria di Nazareth

Preghiera a Santa Maria dei Miracoli

“O Madre di Dio, Maria dei Miracoli,

col manifestarti prodigiosamente

in questa tua Immagine eleggesti questo luogo

a trono di tua misericordia:

luogo privilegiato donde diffondi i tuoi favori

e le tue benedizioni; e già molti e molti infelici hanno qui trovato rimedio alle loro infermità spirituali e corporali; noi veniamo pieni di fiducia ai piedi di questa tua Immagine ad implorare la tua materna protezione.
Tu conosci i nostri bisogni, le nostre pene, le nostre sofferenze: rivolgi l’ occhio propizio sopra di noi e intercedi dal Cuore del tuo Figlio Gesù quanto ti domandiamo.


Esaudisci, o Madre di grazia, le nostre umili preghiere e, ricolmi dei tuoi benefici,
ci sforzeremo di esserti grati in vita coll’imitare le tue virtù, nell’attesa di cantare con te, con gli angeli, con i santi l’ inno dell’ eterna lode.
Amen”.

venerdì 24 luglio 2020

24 Luglio - Nostra Signora di Valverde apparsa nel 1399

L’interessante storia del Santuario della Madonna in Valverde di Rezzato (BS), con il suo laghetto, risale al 1399, tra fine giugno ed i primi di luglio. Un bravo contadino sta arando il suo campo, all'entrata della Valverde nei pressi di Rezzato, nelle vicinanze di una chiesetta dedicata alla Madonna. Improvvisamente i suoi buoi si fermano, cadono ginocchioni e si rifiutano di proseguire. Meravigliato il contadino alza lo sguardo e vede davanti a sé un Personaggio vestito di una tunica rossa ed un manto azzurro.

Con tono autorevole il Personaggio ordina: “Prendi i tre pani che hai nella bisaccia e va a gettarli nello stagno (laghetto)”. Preso da timore, il pio contadino (nella storia è chiamato bifolco) si avvia sollecito ad eseguire l’ordine ricevuto. Quando però sta per gettare il primo pane nello stagno una voce soavissima lo chiama:

“Fermati! Non li gettare”.

È una Signora, apparsa su di uno scoglio in mezzo all’acqua, che gli rivolge la parola. Il timido contadino è interdetto, non sa che cosa dire né che cosa fare.

La Signora riprende a parlare:

“Ritorna dall’adorabile Signore che qui ti ha inviato e pregalo da parte mia che si compiaccia di revocare il suo comando ed assicuralo che io troverò il modo di soddisfare la sua divina giustizia”.

Il contadino ritorna ai piedi del Personaggio, riferisce della visione avuta, della Signora e delle sue parole, ma il Signore si mostra adirato, insiste nell’ordine dato e vuole che venga eseguito. Triste il contadino ritorna al laghetto con i suoi tre pani, deciso ad eseguire gli ordini, ma la Signora lo ferma ancora una volta:

“No! Non li gettare”.

“Ma l’ordine di quel Signore è questo, ed io lo devo eseguire” risponde il contadino.

“No! Fermati, ascolta – riprende la Signora – Io sono la Madre del Divin redentore e il Signore che ti ha dato questo ordine è appunto il mio Divin Figlio. Egli è giustamente adirato contro la perversità sconfinata che regna fra gli uomini, ed ha deciso di punirli con flagelli spaventosi. Gettare questi pani significherebbe il decreto irrevocabile. Va’, dunque e prega il mio Gesù di voler ancora usare misericordia ai poveri peccatori nella speranza che questi ritornino a vita virtuosa”.

Raccolte le sue forze, fiducioso nella protezione della Madonna, il contadino ritorna con passo svelto alla presenza del Redentore. Prostrato a terra espone tra le lacrime il desiderio della sua divina Madre, presenta i suoi meriti, le sue preghiere, il suo interessamento e lo assicura del ravvedimento quasi certo dei peccatori, ma con fermezza e volto severo Gesù gli ordina: “Ritorna allo stagno ed esegui il comando che ti ho dato. Le iniquità degli uomini sono al colmo, la mia giustizia è ormai stanca; il vizio, la lussuria che dominano più che mai in mezzo a loro mi muovono a tanta nausea; va’ e compi ciò che ti ho ordinato”.


Al colmo dello spavento, il pio contadino rifà il penoso sentiero, e con lo schianto nel cuore, fissa i suoi occhi nel volto della Madonna per implorare da Lei pietà ed aiuto.

E si sente ripetere:

“O buon uomo! Il caso è gravissimo. Insistiamo ancora a pregare la Divina Misericordia. Il getto di questi tre pani significherebbe lo scatenarsi sopra la terra di tre terribili flagelli, la peste, la fame, la guerra con lo sterminio di gran parte delle genti. Va’ di nuovo ai piedi del mio Divin Figliuolo, presentagli a nome mio i meriti delle sacratissime sue Piaghe, della sua Passione e morte, rinnovagli i miei voti e i desideri, l’intercessione delle mie suppliche, digli che mi impegnerò per mezzo tuo di richiamare le genti a sincera penitenza. Insisti devotamente, prega con molta umiltà e la misericordia di Lui prevarrà”.

Il contadino ritorna ancora una volta, piangendo davanti al Personaggio; gli riferisce le preghiere e le suppliche della Madonna, e finalmente si sente rispondere: “Alla benedetta mia Madre nulla io so negare. Per amore di Lei sospendo due dei castighi ed inoltre se gli uomini ritraendosi dai loro immondi costumi si purificheranno profondamente nelle lacrime della penitenza verrà alleggerito di molto anche il terzo. Va’ al laghetto e gettavi un solo pane”.

Ritornato al laghetto il contadino trova la Madonna che gli permette di gettare in acqua uno dei tre pani, e gli dice:

“Ora vai ad annunziare le cose che hai viste ed udite. Esorta la gente ad abbandonare le vie dell’empietà, esortali a vivere cristianamente per placare la divina giustizia che hanno gravemente irritata. Suggerisci loro la purificazione nel sacramento della penitenza, facciano devote novene con processioni... vestano bianche vesti... assistano con devozione alla S. Messa... ricevano con fede la S. Comunione. Tra i canti mi è assai gradito lo Stabat Mater dolorosa...”.

Il contadino dopo aver gettato un solo pane, quello della peste, come gli chiarirà la Madonna, corse ad informare i suoi compaesani dell'accaduto. L'uomo poi, accompagnato da un gruppo di discepoli vestiti di bianco come lui, si mosse di paese in paese, di regione in regione a narrare quanto visto e ad annunziare le parole udite, predicando penitenza e preghiera e facendo processioni.

Fonte: Maria di Nazareth

sabato 18 luglio 2020

18 Luglio - Santa Maria Greca

18 Luglio 1656 – SANTA MARIA GRECA - Corato, Bari.

Un’immagine misteriosa compare al suono di un campanello dopo essere apparsa in visione ad un pio sacerdote del luogo che la invocava. L’immagine continua ad essere ben visibile all’interno del sotterraneo di una torre fortificata.

All’alba del 17 luglio 1656, mentre il pio sacerdote, Don Francesco Lo Jodice, era raccolto in preghiera, ebbe una visione della Vergine nella medesima posizione con cui oggi è la Sacra Effigie detta di Santa Maria Greca. Gli disse:

Coraggio, o mio diletto, consola quest’afflitto popolo, poiché subito sarà liberato dal tremendo flagello dell’ira di Dio, se dedicherà in mio onore ed al mio culto il sotterraneo a te ben noto”.

Fonte per approfondire: Madonna del giorno

giovedì 16 luglio 2020

16 Luglio - Apparve loro tutta vestita di vesti bianche

Racconto dell'"Apparizione".

Per non turbare l'incanto dell'avvenimento con parole troppo lontane da quei tempi, cogliamo il fatto letteralmente dall'accennata ''Origine" dell'Amorotti, il quale ci narra come si svolsero i fatti in quel giorno.

"L 'anno del Signore 1480, Donato Nutini putto di tenera età e Cornelia figlia di Matteo Vangelisti, d'anni dieci, ambedue del comune di Baragazza, contea dei Signori Pepoli di Bologna, pascolavano armenti, conforme l'uso del paese, in un luogo chiamato Boccadirio...

Questo luogo è posto in un sito lontano dalle case un miglio circa sulla cima dell'Appennino, nella parte che guarda settentrione, in una bocca di due rivi i quali, congiungendosi quivi insieme danno il suddetto nome al sito di Boccadirio.

Questo luogo medesimo sta tutto circondato da rupi scoscese e da balze precipitose, le quali per la maggior parte vestite di faggi. I due putti, allevati nel santo timor di Dio e nella devozione della beatissima Vergine dai loro genitori, e guidati pur anche da un santo spirito, un giorno, che pascolavano pur gli armenti, si posero in detto luogo a fare orazione e quivi con grandissimo fervore di spirito unitamente invocavano la Beatissima Vergine Madre di Dio, perché si degnasse di prestar loro aiuto, accioché potessero servire al Signore e conservare se stessi in santa pudicizia. In quell'istante la Madre di misericordia che sempre sta pronta per consolar quelli che sinceramente ricorrono agli aiuti di Lei apparve loro tutta vestita di vesti bianche, dall'altra parte del Rio, in una balza verso ponente, nel qual luogo al presente sta eretto l'altare dove si celebrano i sacrifici ad onore di Lei, onorandovisi particolarmente una sua devotissima immagine.

Da questa balza partendosi, la SS. Vergine s'accostò ai due putti dalla parte del Rio, verso levante, dov'essi l'invocavano, e disse loro, e primieramente a Donato che dovesse farsi sacerdote, come felicemente successe; alla Cornelia, poi, che si facesse monaca, aggiungendole, che ciò seguirebbe nella Toscana e additandole e mostrandole quel monastero col suo sito e forma, dov'ella si sarebbe monacata. Comandò finalmente ad ambedue che facessero intendere al popolo di Baragazza che in quel luogo fabbricasse un tempio ad onor suo, promettendo che tutti quelli che fossero poi divoti e frequenti in detto luogo, otterrebbero tutto ciò che sotto la protezione ed invocazione di Lei domandassero sommo Iddio".

Fonte: Santuario

martedì 14 luglio 2020

14 Luglio -Nostra Signora di Montebruno

Secondo la tradizione locale sul luogo dove oggi sorge il santuario vi fu, nel 1478, una miracolosa apparizione della Vergine Maria.

Il racconto popolare asserisce che la Madonna apparve ad un pastorello muto che, alla vista della Signora, riacquistò miracolosamente la parola per poi annunciare alla popolazione di Montebruno il lieto evento.

Gli abitanti accorsi sul luogo dell'evento ritrovarono sul tronco di un albero di faggio una statua in legno raffigurante la Madonna di Montebruno; oggi l'effigie mariana, che si ritiene di origine bizantina risalente al XII secolo, è collocata sull'altare maggiore.

Eretto nel 1486, l'edficio sacro fu interessato da ampliamenti e interventi decorativi in epoca barocca mentre la facciata del 1897, con lesene e timpano, è di forme neoclassiche. L'interno, ricco di marmi e di stucchi, seicenteschi, oltre alla venerata effigie mariana conserva anche un Crocifisso in legno che si fa risalire al XVII secolo.

Fonte: Comune Montebruno

domenica 12 luglio 2020

12 Luglio - La Madonna dei campi apparsa a Stezzano (BG)

Nel secolo XII° nei campi ad ovest di Stezzano, a circa 2 km dal centro del paese, era stata edificata una edicola in onore della Madre di Dio. La maggior parte della popolazione era infatti dedita all’attività agricola e sovente, durante la giornata lavorativa vi sostava in preghiera. Nel secolo successivo, davanti a questa santella / edicola votiva avvenne la prima apparizione: la Madonna con in braccio il Bambino Gesù apparve a una pia donna del paese.

In seguito a questo prodigioso avvenimento la popolazione edificò la prima chiesetta chiamata “Madonna dei Campi”.  Gli anni di edificazione della chiesa si inserivano in un periodo storico caratterizzato da importanti mutamenti di carattere politico, economico, culturale e religioso.

Il 12 luglio 1586 la vergine apparve a due contadinelle, Bartolomea Bucanelli di 10 anni e Dorotea Battistoni di 11, presso una chiesetta sita nella campagna stazzanese. Il tempietto era sorto sopra un’antica edicola del XIII° secolo in seguito all’apparizione della Madonna ad una donna raccolta in preghiera. Uno degli affreschi della chiesetta, raffigurante la Vergine con in braccio il Bambino Gesù, all’inizio dell’estate del 1586, cominciò a trasudare acqua. Il fenomeno si ripeteva con intervallo di due o tre giorni, ma con tale intensità da allagare il pavimento.

E’ qui che il 12 luglio le due veggenti, intente a pascolare le loro mucche nei prati circostanti, volendo entrare nel piccolo tempio per pregare, non lo poterono fare perché la porta era chiusa. Iniziarono allora le loro orazioni affacciate alle finestre, difese da grate, quando videro una nobile figura di Donna, vestita di nero e con un velo bianchissimo che le scendeva sulle spalle, e che leggeva un libretto tenuto fra le mani.

Naturalmente le due bimbe ne fecero parola alle rispettive famiglie. Parecchie persone, in ore e intempi diversi, poterono vedere la stessa stupenda Donna pregare, ora in ginocchio e ora a mezz’aria, per subito dileguarsi e poi ricomparire. L’inchiesta vescovile appurò la straordinarietà degli eventi. La piccola chiesa fu trasformata in un santuario alla fine del 1600.

 

sabato 11 luglio 2020

11 Luglio - La Madonna del Carmine apparsa a Combarbio

L’11 luglio 1536 la Vergine santissima apparve ad una pastorella dodicenne Marietta Del Mazza in località Combarbio, comune di Anghiari (AR). Le apparizioni si ripeterono nei giorni seguenti e la notizia si diffuse tra le popolazioni dell’alta Valtiberina, della valle della Sovara e dei dintorni, che accorsero sempre più numerose, manifestando fervida devozione verso la Madre di Dio. Le testimonianze storiche riferiscono fatti miracolosi attribuiti all’intercessione della Vergine.

Fonte: Madonna del giorno

venerdì 10 luglio 2020

10 Luglio - Madonna della Stella apparsa a Bognolo (BS)

L'origine della festa risale al 10 luglio 1491, quando a una giovane sordomuta di nome Caterina dell'Olmo apparve la Vergine Maria.


Si narra che la ragazza si stava recando a casa, nella cascina Lama, quando, udita una voce che la chiamava per nome, si voltò e vide una grande luce. Caterina si inginocchiò sul ponte che stava percorrendo (a tutt'oggi luogo protetto dagli abitanti del paese) e qui gli apparve una donna bellissima, vestita di bianco con una corona d'oro in testa e una stella sul petto. Era la Vergine Maria che prese per mano la ragazza e la condusse a casa. Prima di lasciare Caterina la Madonna la baciò e la giovane sordomuta riacquistò la favella. Successivamente, il 24 luglio, si ebbe una seconda apparizione nel luogo dell'attuale santuario della Stella: alcune persone comuni del luogo (Lucia, moglie di Zohan del Botta, e tali Bochegno e Giovanbattista) videro un grande fascio di luce.

Fonte

mercoledì 8 luglio 2020

8 Luglio - Nostra Signora di Adro

Un Santuario è sorto in seguito all’apparizione della Madonna in questo luogo ad un pastorello sordomuto dalla nascita, Battista Comino Bajoni, l’8 luglio 1519.


 La Vergine gli apparve dicendo di essere la Madre di Dio e dandogli un messaggio per gli abitanti di Adro insieme ad una misteriosa pietra.


Il messaggio della Madonna conteneva un richiamo ad una vita cristiana un po’… più cristiana, e la costruzione di un santuario. Questi, appunto, dovevano costruirle una chiesa lì sul luogo dell’apparizione; dovevano, inoltre, emendarsi dai loro peccati, mutare la loro vita peccaminosa, santificare le feste, non bestemmiare il nome santo di Dio e astenersi dagli altri peccati. Se così non avessero fatto, dovevano aspettarsi grandi castighi.


Soggiunse, poi, Maria:


“E se ti domandano chi ti ha parlato dì a loro che è stata l’Avvocata de’ Peccatori, e per segno, oltre che tutti sanno che eri muto, prendi questa pietra e dalla a qualunque vuol vedere, che si muterà di colore di tempo in tempo: ed io intanto guarderò la greggia.”



Il miracolo del sordomuto che ha cominciato a udire e a parlare ha fatto sorgere in tempo di record il santuarietto (1521). Di questo si conserva solo l’abside con l’affresco dell’apparizione a fianco dell’altare maggiore attuale. L’affresco è del 1550 circa. Il santuario fu visitato da San Carlo Borromeo nel 1581. Divenuto troppo piccolo per l’affluenza dei pellegrini, nel 1750 fu demolito per far posto a quello attuale. Fu costruito su disegno dell’architetto Gaspare Turbini e inaugurato nel 1776.


Fonte: 


https://immaculate.one/la-madonna-del-giorno-8-lluglio-1519-madonna-della-neve-di-adro-adro-brescia-italia#.XwVmTSWpWEe

martedì 7 luglio 2020

7 Luglio - Madonna di Neubois

La Madre di Dio apparve ripetutamente a quattro bambini dal 7 luglio 1872 al 1877. Portava un manto intessuto di fili d’oro, una corona d’oro sul capo e una croce nera sul petto. Due volte si mostrò con una spada, spesso in qualità di «Madre della misericordia», oppure circondata dagli Angeli e dai Santi e una volta in compagnia di Pio IX. Alcune di queste apparizioni si manifestarono alla presenza di un centinaio di persone. In questo luogo miracoloso sorse un santuario. 

Il luogo dove le apparizioni sono avvenute si trova a due chilometri dal paese di Neubois, a Krüth, a metà strada su per la montagna, ed equidistante dalle rovine del Castello di Frankenbourg.

Domenica 7 luglio 1872, dopo i vespri, quattro ragazze di età compresa tra i 7 a gli 11 anni stavano camminando ai piedi dello Schlossberg, in cerca di mirtilli.

Improvvisamente, una donna bianca che portava sul capo una corona d’oro, avanza verso di loro. Spaventate, fuggirono a tutta velocità. Questa è la prima apparizione di una serie che vedrà coinvolti tutti gli abitanti del tranquillo villaggio di Neubois. Infatti, nei giorni e mesi successivi, bambini e adulti testimoniarono di aver visto la Vergine Maria in veste di una “dama bianca”, da sola, circondata da angeli o da soldati.

Fonte: La Madonna del giorno

domenica 5 luglio 2020

5 Luglio- La visione della Sacra Famiglia

Un santuario già famoso per una nota apparizione della Madonna della Navicella (24 giugno) lo diventa nuovamente per una seconda e questa volta i protagonisti sono un frate e la Sacra Famiglia. La Vergine apparve proprio su di un asinello e san Giuseppe l’accompagnava.

Chioggia, i francescani Cappuccini sono i custodi del Santuario della Madonna della Navicella, affidato a loro il 17 ottobre 1957, fu ricostruito dopo circa un secolo e mezzo dalla scomparsa dell’antico omonimo santuario. Quest’ultimo era stato innalzato sul lido di Chioggia (e per questo veniva detto santuario di Marina), dove, secondo la tradizione, il 24 giugno 1508 la Beata Vergine era apparsa a un ortolano per chiedere agli abitanti ravvedimento e conversione. La notizia si era diffusa rapidamente, e già l’8 luglio Marin Sanudo riferiva il fatto nei suoi celebri Diari e aggiungeva che “era cossa inextimabile la zente [che] andava” a pregare nella cappellina di tavole sorta sul luogo. La cappellina successivamente fu sostituita da un vero santuario mariano.

A quel santuario si sentivano molto affezionati anche i Cappuccini, perché un suo altare era dedicato alla Madonna dell’Asinello. Una devozione legata al nome di fra. Adamo da Rovigo. Fra. Adamo era un religioso molto stimato per la santità di vita e per i doni mistici. Il 5 luglio 1615, dopo aver trascorso tutta la notte in preghiera, al primo albeggiare ebbe la visione della sacra Famiglia, che gli si presentò come di solito viene raffigurata nella fuga verso l’Egitto, con la Vergine seduta su un asinello che portava il Bimbo in braccio, mentre S. Giuseppe guidava la cavalcatura verso… il santuario della Navicella.

“…Il frate, durante una processione diretta all’antico tempio della Madonna della Navicella e promossa da fra Paolo Barbieri, fondatore della Confraternita del SS. Crocifissoo della Disciplina, vide dalla finestra del convento di S. Antonio o Ca’ di Dio (ora sede della scuola media “Zarlino”) venire incontro al corteo, dalla parte opposta del ponte lungo o ponte Priuli, che scavalca il canal della Cava la Vergine con in braccio il Bambino, cavalcando un asinello guidato da S. Giuseppe con attorno tre angeli, che cantavano laudi a Maria, la quale si mise in testa alla processione.”

Di questo fatto prodigioso si accenna negli Annali dei Cappuccini della provincia veneta, negli Atti del vescovo Milotti e da parte del p. Contarini e del Vianelli. Il fatto dell’apparizione fece il giro della città. Il vescovo stabilì la festa nella prima domenica di luglio ed essa fu celebrata dai confratelli dell’Oratorio della SS. Trinità con una processione, in cui si recava il simulacro della Vergine, così come apparve a fra Adamo. Il vescovo Milotti morì il 1° novembre 1618.

Fonte: La Madonna del giorno

venerdì 3 luglio 2020

3 Luglio Nostra Signora di Campoè

All’inizio di Luglio dell’anno 1626, durante l’episcopato del Cardinale Federico Borromeo, la chiesetta di Campoè fu teatro di un evento straordinario il cui eco si diffuse presto anche in tutta la Lombardia.

Una ragazza di sedici anni, inferma dalla nascita, mentre un giorno come al solito, era stata adagiata su di una pietra a custodire alcune pecore sul colle di Pomè, poco lontano dall’attuale Santuario, fu guarita dalla Madonna.

Apparsale nel suo splendore, la informò del suo desiderio che gli abitanti di Caglio si adoperassero per “Curare la bellezza e lo splendore del luogo a lei dedicato”, che nel suo nucleo cinquecentesco già esisteva.

La ragazzina subito percorre di corsa i tre chilometri che la separano dal paese e annuncia a tutti quello che aveva visto e sentito.

Le persone che la incontrano restano meravigliate più dal suo correre che da quanto lei cercava di dire loro soffocata dall’emozione. Infatti appare a tutti impossibile che una ragazza che non aveva mai mosso un passo, potesse immediatamente correre con tale dimestichezza.

La notizia della straordinaria apparizione si sparse subito in tutta la Vallassina, tanto che nei giorni seguenti si assistette ad un consistente pellegrinaggio dai paesi circostanti. Le cronache del tempo segnalano un numero crescente di grazie, fra cui spicca l’immunità dalla peste, di manzoniana memoria, del borgo di Caglio.

Iniziò un rinnovato fervore che contagiò tutta la valle. Le Sante Messe che, prima dell’evento miracoloso, si celebravano di tanto in tanto, acquisirono, in seguito, una cadenza settimanale, grazie all’istituzione di un legato, nel 1666, da parte del Parroco di Caglio, Don Ernesto Bianconi.
Dopo il 1626 e nei primi decenni del Settecento, la chiesa di Campoè subì ulteriori interventi architettonici ed artistici che ne migliorarono l’estetica e ne ampliarono la struttura. Nel 1718 furono costruiti gli Altari laterali dedicati a Sant’Antonio di Padova e a San Giuseppe.
Dopo l'apparizione, la chiesetta, ormai chiamata comunemente Santuario, fu dotata di torre campanaria e arricchita di ulteriori decorazioni a stucco nelle cappelle laterali e nella prima campata sopra l’ingresso. L’attuale portico fu costruito successivamente, sul tratto di sentiero conosciuto, fin dal XIV secolo, col nome di “Strada de Campo”.

Nel corso degli anni diversi paesi si votano alla Madonna di Campoè per essere risparmiati dalle ricorrenti epidemie di peste o di colera. Ancora oggi resta la fedeltà a quei voti nei pellegrinaggi a piedi che le parrocchie circostanti assolvono nelle domeniche di Maggio.

giovedì 2 luglio 2020

2 Luglio - Nostra Signora di Monteallegro apparsa nel 1557

Venerdì 2 luglio del 1557, Giovanni Chichizola, un popolano di San Giacomo di Canevale, rientrando da Genova, dove si è recato a vendere i suoi prodotti, giunge sul monte Leto stanco ed affaticato per il gran caldo, in quel meriggio di luglio. Si rifugia in una grotta formata da ruderi di un secolare castello e si addormenta.

D’improvviso un accecante bagliore lo scuote dal sonno: una Signora, rivestita di una veste color turchino, meravigliosamente ricamata, splendente come il sole, gli dice: 

«Non temere Giovanni! Sono la Madre di Dio. Ti ho scelto a messaggero del mio materno volere. Va’ agli ecclesiastici di Rapallo e fa’ loro sapere che la Madre di Dio ha prescelto questo luogo a sua perpetua dimora e desidera che qui sia eretta una chiesa al suo nome». 

Sorpreso dalla visione e spaventato per l’incarico che gli viene affidato, Giovanni risponde: «Ma come potrò io, povero uomo di contado, essere ascoltato?».

«Tu mostrerai questa immagine e la scritta di questa pietra», lo assicura la Signora.

La visione scompare lasciando una celeste fragranza e l’animo del veggente ricolmo di gioia spirituale.

A terra, vicino ad un ruscello dall’acqua argentina, è rimasta una piccola tavola con su raffigurato il Transito di Maria santissima.

Giovanni stende la mano per prendere quel quadretto e portarlo alla bocca per baciarlo, ma per quanta forza faccia, non riesce a smuoverlo dal suo posto.

Preso da riverenza e da timore, grida: «Miracolo! Miracolo!».

Accorrono alcuni contadini che lavorano nelle vicinanze, si meravigliano per il racconto di Giovanni ed ammirano la tavola dipinta.

L’Arciprete della chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio, al quale Giovanni è corso a raccontare l’accaduto, sale processionalmente con le autorità e molta gente fino alla grotta sul monte, dove il Quadretto spicca con i suoi vivi colori tra siepi verdeggianti.

L’Arciprete lo prende, lo avvolge in un velo di seta e, non comprendendo le parole scritte sulla roccia, processionalmente, devotamente cantando, lo porta in città, e lo ripone nella Chiesa parrocchiale, sotto chiave; la gente commentando meravigliata l’avvenimento, se ne torna alle proprie case. Il mattino seguente il pensiero di tutti corre al quadretto; l’Arciprete apre l’armadio, ma il quadretto non c’è più! Con meraviglia di tutti il quadretto è ritornato sul monte, nella grotta.

Riportato con maggior venerazione nuovamente in Rapallo, il giorno seguente è ritrovato sul monte, nella grotta. I fedeli accorsi numerosissimi videro pure, accanto al quadretto, zampillare un’acqua limpida cristallina, che ridona salute agli ammalati e che non si esaurisce neppure in tempo di grande siccità, come quella terribile del 1683.

Nasce quindi la convinzione comune che la misteriosa Tavoletta con su il Transito di Maria Santissima sia stata portata dagli Angeli.

Don Mario Morra SDB

Fonte: http://www.mariadinazareth.it/apparizione%20montallegro.htm

Preghiera a nostra Signora di Monteallegro

O Madre di Gesù e Madre Nostra, Regina del Cielo e della terra, che vi degnaste apparire sul Monte Allegro e lasciarci quale pegno di predilezione il Prezioso Quadretto del Vostro transito:o difesa potente degli avi nostri e della Liguria, nostra allegrezza e fulgidissima gloria; a Voi ricorriamo con affetto di figli che pongono nella propria Madre ogni loro fiducia. La nostra lingua è insufficiente a ringraziarvi e lodarvi per i tanti e prodigiosi benefizi che ci elargite; ma affidiamo le nostre lodi e preghiere agli angeli e Santi che vi fanno corona.

Ah non languisca mai il nostro cuore, nella nostre famiglie, nella città nostra il vostro culto e lo zelo nel lodarvi e glorificarvi come ben meritate.

Soccorreteci, o pietosissima Madre, nei giorni della nostra travagliata vita, benediteci nel punto della nostra agonia, siateci guida e conforto nel nostro transito all’eternità. Così sia.

mercoledì 1 luglio 2020

1 luglio- "Entro otto giorni verrò a prendervi ed entrerete in paradiso"

La Madonna della Foppa apparsa il 1 luglio 1558 a Gerosa (BG)

Prima apparizione: 1° luglio 1558

La storia racconta che due bambine del paese, si trovavano a pascolare le loro pecore in una valletta collaterale della valle dei Mulini, nel luogo detto La Foppa. dopo aver passato l’intera giornata, oltre che ad accudire le loro bestie, a pregare e a fare esercizi di pietà, solo verso sera pensarono di ristorarsi con un po’ di pane.

Ad un tratto, le due bambine si sentirono bruciare da ardente sete, ma non avevano a disposizione acqua e non potevano abbandonare il loro gregge. Allora si misero in ginocchio e cominciarono a pregare.

Ecco allora il prodigioso evento: apparve loro la Madonna!

La vergine Santa strinse le loro mani e le confortò con il suo «celestiale sorriso», indicando alle due bambine assetate una vena d’acqua purissima.

Poi ordinò loro di annunciare agli abitanti del paesello la Sua volontà: che si edificasse in quel punto una chiesa, poi si congedò da loro annunciando che:

«Entro otto giorni verrò a prendervi ed entrerete in paradiso».

Quindi l’accorrere del popolo meravigliato per la sorgente... e, soprattutto, per la morte prematura delle due fanciulle dopo gli otto giorni che la vergine aveva predetto.

Il popolo di Gerosa iniziò la costruzione della chiesa non nel luogo dell’apparizione, ma sulla costa, perché fosse visibile dal paese, ma utensili e materiali misteriosamente sparivano.

Compresero che dovevano ubbidire alla Madonna. Così la chiesa della Foppa fu completata e la troviamo citata già nel 1575 nei verbali della visita pastorale di San Carlo borromeo.

Seconda apparizione: 5 agosto 1630

Era l’anno della terribile peste di manzoniana memoria.

Come in tutta la Lombardia, l’epidemia si diffuse anche nella valle Brembilla. La Madonna apparve – questa volta in sogno - ad un’altra fanciulla, diana Locatelli, abitante nella località di Bura, e le  disse di dare l’annuncio che tutti coloro che si fossero recati ad onorarla nel suo Santuario della Foppa, non sarebbero stati contagiati dal morbo.

La notizia corse di bocca in bocca, facendo sì che da ogni paese, anche della pianura bergamasca, accorressero in processione.

Secondo il Ghirardelli – eminente cronista dell’epoca con il suo monumentale «Il memorando contagio seguito in Bergamo l’anno 1630» – il concorso di popolo fu talmente grande che in due mesi si raccolsero offerte in denaro ed in oggetti preziosi per circa diciottomila franchi.

La festa del santuario della Foppa si svolge ogni anno il 2 di Luglio, giorno della visitazione della vergine Maria a Santa Elisabetta.

Preghiera alla Madonna della Foppa

O pietosissima Madre nostra, nostro sicuro rifugio, nostra speranza e nostro conforto.

Voi che un giorno mostraste la Vostra premurosa sollecitudine accorrendo pietosa all’invocazione di due fanciulle tormentate da grande sete, che consolaste con celestiale sorriso e faceste scaturire ai loro piedi una vena d’acqua purissima invitandole a refrigerarsi, noi corriamo a rifugiarci sotto il Vostro manto, per invocare le Vostre misericordie, senza paura di essere rigettati nei nostri affanni.


In questo luogo specialmente Voi amaste far brillare nei cuori anche meno degni del Vostro amore i prodigi della vostra pietà, qui avete liberato il Vostro popolo da ogni contagio,  qui per ogni infermo avete una medicina, per ogni dolore un balsamo.

O Madre delle grazie, non dimenticate le tristezze della terra, ma degnatevi di uno sguardo di bontà sopra quanti sono nella sofferenza e lottano nelle difficoltà.


E come nessuno ricorse invano alla Vostra bontà / senza essere esaudito,  così Vi preghiamo di benedire i cari lontani, tutti i soldati, il popolo che sempre pensa e ricorre a Voi.


Indulgenza di 100 giorni.  (Con approvazione ecclesiastica – Bergamo, 17 dicembre 1940)