All’improvviso si vedono accecate da uno splendore insolito che non si può confondere con la luce del sole, tanto è affascinante e diverso. Appare loro una fanciulla che va armonicamente crescendo nelle proporzioni e diventa donna maestosa. Un velo le scende dal capo sulle spalle, ed attorno le svolazzano in festosa danza, come farfalle, diversi Angeli; i suoi piedi si posano su uno dei tanti macigni della zona. Le due ragazze dopo un attimo di sorpresa e di spavento, sicure di trovarsi davanti alla Beata Vergine, si inginocchiano e facendosi ardite chiedono perché mai Ella sia apparsa in un luogo tanto deserto. La Vergine con affabilità, dopo aver chiesto loro se il raccolto della castagne è sufficiente, risponde:
“Io vado in ogni luogo dove vi sono peccatori da convertire. Il Figlio mio è disgustato dalla condotta degli uomini ed io stessa mi sono interposta, gridando a Lui misericordia… Dite che se i peccatori non si emenderanno, che se non si osserveranno meglio i doveri festivi, che se non si faranno opere di preghiera e di penitenza, l’ira del Figlio di Dio scenderà terribile a punire l’umanità… Solo così Egli esaudirà la mia preghiera per la vostra salvezza”.
Detto questo la Vergine scompare.
È facile immaginare l’entusiasmo con il quale le due ragazze raccontano con semplicità l’apparizione avuta e riferiscono le parole udite. Vi è chi crede al loro racconto, ma vi è anche chi è scettico ed incredulo. Quando però le grazie ed i miracoli si moltiplicano, (perfino un bambino morto risuscita appena posto sul sasso dove ha posato i piedi la Madonna) l’entusiasmo si tramuta in fattive opere di bene e, pur essendo in inverno, a dicembre inizia la costruzione di una chiesetta che sarà 07_gallivaggiobenedetta già il 31 maggio del 1493, sette mesi dopo l’apparizione. In pochi anni la chiesetta si trasforma in chiesa vera e propria, ma ben presto anche questa si rivela insufficiente e viene abbattuta.
Nel 1598 si inizia la costruzione dell’attuale grandioso Santuario a tre navate, consacrato nel 1615. Nel 1742 il Capitolo dei Canonici di San Pietro in Vaticano decreta e offre la corona d’oro per incoronare la bellissima Statua lignea della Madonna, ancora oggi molto venerata.
“Il racconto dell’apparizione è contenuto in una pergamena scritta in latino, il cui originale è disgraziatamente andato smarrito, ma del quale già era stata veduta copia e controllata fedelmente anche da Giangiacomo Macolino, e stampata nella sua esatta storia dell’apparizione, della cui veracità non si può prudentemente dubitare. Tutti gli storiografi del santuario riportano in latino e poi traducono liberamente in italiano il racconto dell’apparizione con il resoconto delle prime grazie contenuto nella suddetta scrittura o pergamena”. (Peppino Cerfoglia, Il Santuario di Gallivaggio -Chiavenna, Centro Studi Storici 1975).
Nell’Archivio della Curia vescovile di Como, nella cartella della visita pastorale del vescovo Torriani in Valchiavenna – fascicolo Gallivaggio – si trova una copia secentesca in latino della famosa pergamena.
Da sempre la bontà materna della Madonna invita tutti i suoi figli alla penitenza, alla preghiera, a correggere la propria vita, santificando i giorni festivi e fuggendo le occasioni del male.
Don Mario Morra SDB