mercoledì 13 gennaio 2021

13 Gennaio - La Madonna apparve a Magdalena Kade

Il 13 gennaio del 1866 la Santa Vergine apparve a Magdalena Kade (1835 – 1905). Magdalena era una tessitrice e da 12 anni era ammalata per un susseguirsi di infermità, tanto da essere più volte ritenuta in fin di vita e da ricevere l’estrema unzione. Alle due di notte, Maddalena era nel letto e non poteva parlare per l’estrema debolezza. La vegliava una sua cara amica, Veronika Kindermann che l’assisteva dormendo accanto al letto. L’ammalata si soffermò a contemplare il ritratto della Madonna Addolorata sulla parete di fronte al letto. Alle quattro, Maddalena vide improvvisamente una luce vivissima illuminare la camera e al centro dello splendore sempre più brillante, davanti alla bassa spalliera del letto, una Signora. Svegliò l’amica con una gomitata e disse, agitata:

«Guarda che splendore! Guarda che splendore!».

Veronika vide solo la luce della lampada ad olio. Maddalena fu la sola privilegiata: al centro dello splendore vide una Signora vestita di bianco, con un diadema d’oro tra i capelli, vicinissima al letto. Disse all’amica di inginocchiarsi perché c’era la Santa Vergine. Non sopportando quel fulgore, si coprì il viso con le mani e pianse. Dopo un po’ l’amica glielo scoprì: Magdalena vide allora senza disturbo. Recitò i primi due versetti del Magnificat, poi la Madonna mosse le labbra e silenziosamente le disse:

«Figlia mia, da adesso sei guarita!».

Fonte: La Madonna del giorno

venerdì 18 dicembre 2020

18 Dicembre - La Madonna dell'Orto apparsa a Chiavari

La notte del 18 dicembre 1609, una levatrice di Rupinaro, Geronima Turrio, che la sera si recava a pregare presso l'immagine sacra, si destò ad un tratto e la Vergine, illuminata da una fulgidissima luce e con le stesse sembianze del dipinto venerato, le apparve dinnanzi. A conferma di tale evento miracoloso, il 2 luglio dell'anno seguente, Maria apparve anche a Sebastiano Descalzo, un povero minorato, guarendolo. L'uomo vide la Madonna che aveva ai due lati i lumi come sospesi da mani invisibili, salire e scendere nell'orto per fermarsi poi davanti all'immagine che anche lui venerava, per lasciare, una volta scomparsa, un soavissimo profumo.

Fonte e approfondimenti: La Voce di Genova

ALLA MADONNA DELL’ORTO

Vergine gloriosissima, che per l’eccellenza della Tua Verginità illibata e feconda, sei stata dichiarata dalla Spirito Santo un Orto racchiuso e un Fonte sigillato, perché mai hai ammesso a te stessa altro Signore, che quel Dio che Ti creò, come Orto e Paradiso di sue delizie: deh, volgi amorosa da quella Tua immagine uno sguardo di Madre sopra dell’anima mia, che tante volte si è fatta schiava del peccato.

E per quell’amore parziale, con cui dal Cielo Ti sei palesata fra di noi quale orto fecondo di grazie in nostra giustificazione e salute, impetrami del Tuo Divin Figlio, che reggi tra le braccia, una vera contrizione dei miei peccati e una costante emendazione dei miei costumi.

Amen.

venerdì 4 dicembre 2020

4 Dicembre - La Madonna di Poggio di Roio

La storia dell'apparizione a Poggio di Roio

La statua della Madonna di Roio, in legno di cedro dorato, che la leggenda vuole sia venuta dalle Puglie e che non pare opera d'arte abruzzese, è lavoro di fine scalpello e si caratterizza per la linea generale armoniosa che la rende piacevole.

È opera attribuita al XIV secolo. Lo storico aquilano Angelo Signorini, nella sua opera “La Diocesi di Aquila”, a pag. 314, riporta il racconto di P.Serafino di Montoro riguardante il ritrovamento della venerata statua.

"Un semplice pastore di nome Felice Calcagno - egli dice - nativo forse della terra di Lucoli, portatosi a svernare, come era in uso, nei pascoli delle Puglie in un bosco denominato RUO, un giorno ebbe la disavventura di smarrire il gregge affidato alla sua custodia. Temendo per questo un gran castigo dai suoi padroni, supplicò fervorosamente la Vergine perché lo soccorresse in così duro frangente. Mossa a pietà, la Regina dei Cielo apparve al pio garzone in forma di vaghissima dama col Suo Gesù fra le braccia e cortesemente gli precisa il luogo dove s’erano rifugiate le sue pecorelle. All'insolito celeste favore rimase estatico il buon guardiano! Riavutosi dallo stupore e ritrovato il gregge nel luogo indicatogli, giulivo riferì il prodigio agli altri pastori. Mossi tutti da forte curiosità si portarono in quel luogo e trovarono una statua in grandezza al naturale con quelle stesse forme e fattezze che il semplice pastore ebbe vedute nell’ignota Signora".

Era il dicembre 1578.

Presala con venerazione, la portarono nella loro capanna con la ferma intenzione di collocarla in qualche chiesa di Lucoli. A primavera, tempo in cui dalie Puglie si faceva ritorno nelle montagne d'Abruzzo, collocata la miracolosa statua su un mulo, si avviarono; ma arrivati, dopo alcuni giorni di viaggio, presso la Croce del Castello di Roio, davanti alla chiesetta di San Leonardo, il giumento piegò le ginocchia, né volle più proseguire. Al portento si destò in quei buoni pastori maggior devozione e, presa la statua, la portarono a spalla fino a Lucoli e la deposero nell'abbazia di S.Giovanni. La mattina seguente il santo Simulacro non era più lì: prodigiosamente se n'era tornato a Roio, in quello stesso luogo dove si prostrò il giumento. E fu allora che gli abitanti di Roio, lieti di così prezioso tesoro, edificarono in onore della Madonna il grazioso artistico Santuario.

Preghiera alla Madonna

Vergine Santissima,
che per la vostra immagine,
dai nostri pastori migrati in terra di Puglia,
felicemente rinvenuta
e devotamente trasportata in Abruzzo,
sceglieste come dimora
il luogo di predilezione
il Poggio di Roio all'Aquila,
e nel grazioso tempio,
eretto alla pietà dei nostri maggiori,
apriste una sorgente di doni celesti,
accogliete gli omaggi
che Vi rendono i vostri figli vicini e lontani,
rinnovate con essi la provvida alleanza
e consolateli con la vostra benedizione.

Fonte: Maria di Nazareth

domenica 29 novembre 2020

29 Novembre - La Madonna apparve a Beauraing (Belgio)

 

Beauraing è una piccola cittadina nel sud del Belgio. E’ qui che a partire dal 29 novembre 1932 la Madonna appare a cinque ragazzi per 33 volte, fino 3 gennaio 1933.

I veggenti sono: Fernande Voisin, di 15 anni, Andrée Degeimbre, 14 anni, sua sorella Gilberte di 9, Albert Voisin di 11 anni e sua sorella Gilberte.

Nella sera del 29 novembre Albert si reca assieme a Fernande, Andrée e Gilberte al convento delle Suore dove la sorella Gilberte resta abitualmente fino alle 18,30 per studiare. Dopo essere passati all’altezza della piccola grotta di Lourdes, di fronte alla ferrovia che costeggia il giardino del convento, si dirigono verso la porta del convento e suonano il campanello. Mentre i ragazzi attendono che qualcuno gli venga ad aprire, Albert si volta per guardare verso il terrapieno della ferrovia. E li vede qualcosa che lo lascia attonito; indicando agli altri la direzione con la mano, grida: “Guardate! La Madonna cammina sul ponte”.

In un primo momento le ragazze rimangono incredule ma poi anche loro vedono la figura luminosa di una donna vestita di bianco che cammina, lentamente, con le mani giunte e sostenuta da una nuvola che Le nasconde i piedi. Quando la sorella di Albert, Gilberte, va ad aprire alla porta del convento ancora non si è accorta di quello che sta succedendo ma quasi subito anche lei nota quella meravigliosa Signora vestita di bianco.

I ragazzi all’inizio si sentono attratti dalla prodigiosa visione ma poi si fanno sopraffare dalla paura e fuggono senza neanche voltarsi indietro.

Nei giorni seguenti essi si recheranno ogni sera nel luogo dell’apparizione, accanto ad un albero di biancospino vicino alla grotta, per recitare il Rosario ed attendere la venuta della Signora. Ma la Madonna non apparirà tutte le sere.

I piccoli veggenti col passare dei giorni vengono accompagnati al loro appuntamento con la Vergine da una folla di gente che si fa di volta in volta sempre più numerosa.

Quando inizia l’apparizione i ragazzi cadono in ginocchio tutti e cinque simultaneamente sul duro ciottolato della strada, con una forza tale da lasciare esterrefatti i presenti. Eppure pare che i ragazzi non abbiano mai riportato alcun genere di ferita o contusione. Le persone che assistevano rimanevano meravigliate anche dall’insolito tono di voce dei ragazzi quando pregavano, molto più alto di quello abituale.

Quando gli veniva chiesto di descrivere la Madonna, i ragazzi erano concordi nel dire che la “bellissima Signora” era vestita con una veste bianca e teneva le mani giunte come se pregasse, con raggi di luce intorno alla testa.

Nell’apparizione del 5 dicembre Albert chiede alla Signora: “Siete la Vergine Immacolata?”, la Signora, sorridendo, annuisce con un cenno del capo; allora Albert le domanda: “Che cosa ci chiedete?” e la Madonna risponde: “Di essere molto buoni”; “In che giorno dobbiamo tornare” chiede allora Albert, “Il giorno dell’Immacolata Concezione” risponde la Madonna.

Il 13 dicembre i ragazzi chiedono ancora una volta alla Madonna: “Che cosa volete che facciamo per Voi?”, “Una cappella” risponde la Madonna.

Nell’apparizione del 21 dicembre Maria rivela ai ragazzi il suo nome: “Sono la Vergine Immacolata”.

Martedì 23 dicembre, Fernande Le chiede “Perché venite qui?”; la Madonna risponde: “Perché si venga qui in pellegrinaggio”.

Il 27 la Beata Vergine appare solo a Fernande con un cuore d’oro circondato di raggi; questo cuore viene visto anche dagli altri veggenti nell’apparizione del 30 dicembre. La Vergine dice a Fernande: “Pregate, pregate molto!”.

Il 28 dicembre la Madonna annuncia ai ragazzi: “La Mia ultima apparizione avverrà presto”.

Nell’apparizione del 1° gennaio Maria dice ai ragazzi: “Pregate sempre!” e il 2 gennaio annuncia: “Domani dirò qualcosa a ciascuno di voi in particolare”.

Il giorno dell’ultima apparizione l’afflusso di gente è enorme: 25.000-30.000 persone. Per chilometri e chilometri la strada che porta al luogo delle apparizioni è gremita di visitatori e file di automezzi. I ragazzi iniziano la recita del Rosario e dopo le prime due decine quattro di loro cadono in ginocchio in estasi; Fernande allora scoppia in lacrime perché non vede la Madonna come gli altri. Maria affida a Gilberte una promessa: “Convertirò i peccatori”. Ad Andrée dice: “Sono la Madre di Dio, la Regina del Cielo. Pregate sempre” e quindi scompare.

Alla fine dell’apparizione, mentre i quattro ragazzi vengono interrogati, Fernande rimane ancora in ginocchio. Improvvisamente la ragazza ed altre persone presenti sentono come un rumore di tuono e vedono una palla di fuoco sul biancospino. La Vergine appare a Fernande e le chiede: “Amate Mio Figlio? Mi amate?”, la ragazza risponde di sì e la Madonna allora le dice: “Allora sacrificatevi per Me”.

In quel momento la Beata Vergine iniziò a risplendere di una luce brillantissima, estese le braccia e i ragazzi poterono vedere il Suo Cuore d’oro. Prima di scomparire la Madonna li salutò dando loro un “Addio” che significava la fine definitiva delle apparizioni.

Fonte: La Madonna del giorno

giovedì 26 novembre 2020

26 Novembre - Apparizione della Madonna ad Ostiglia


Il Santuario ebbe origine da un’apparizione della Madonna avvenuta verso la fine del ‘300: una pastorella sordomuta si trovava in località Casone (così si chiamava allora la Comuna) quando la Vergine le apparve guarendola e dicendole:

“Sono la Madonna. Dì a quelli di Ostiglia che costruiscano qui una chiesetta in mio onore: verrà molta gente, farò molte grazie“.

La giovane riacquistò la parola e per soddisfare il desiderio della Madonna, fu costruita una piccola cappella chiamata “del Casone”, probabilmente perché vicino si trovava un capannone di tronchi e coperto di paglia, nel quale i contadini, in estate, erano soliti depositare la legna ed il fieno e d’inverno i pastori vi passavano la notte con il gregge.
Di questa cappella non rimane che qualche residuo di muro ed uno sbiadito affresco del Quattrocento raffigurante la Madonna con il Bambino, tra le figure di Sant’Antonio Abate e di Santa Lucia, gelosamente custodito sulla parete esterna dell’attuale Santuario, a testimonianza della storia.


Prima di essere interamente ricostruito nelle forme che oggi ammiriamo, il Santuario era designato con la denominazione di “Oratorio della Beata Vergine del Cason“.
Ben presto il concorso dei fedeli si intensificò e i prodigi si moltiplicarono, ma con il tempo e l’avversità degli eventi, la cappella andò in rovina. Si decise, pertanto, di ricostruirla.

Fonte: Santuario

martedì 24 novembre 2020

24 Novembre - La Madonna appare a Savigliano (CN)


Il Santuario della Madonna dell'Apparizione

La frazione "Apparizione" di Savigliano sorge a circa quattro chilometri dalla città stessa, verso sud-est. Si tratta di un’alta costruzione del 1649, eretta su una chiesa pre-esistente, con facciata classica e tozzo campanile. La chiesa è a croce latina con cupola. Vi si conservava, un tempo, un pregevole dipinto di Francesco del Cayro (1650) ritraente la Vergine che appare alla "Beata Petrina".

La storia dell'Apparizione alla "Beata Petrina".

Secondo la tradizione il fatto avvenne nel novembre del 1639. La donna, il cui vero nome era Petrina Tesio, era nativa di Lagnasco e sposa di un contadino della zona. Accadde questo: Petrina si allontanò da casa facendo preoccupare suo marito che la cercò dappertutto fino a quando, dopo diversi giorni, la moglie riapparve sulla soglia di casa e raccontò al marito che aveva perso la memoria ed era vissuta nei boschi come i selvaggi.

Nel bosco Petrina aveva incontrato una donna che stava sospesa tra i rami, ed essa le aveva detto:
- Torna a casa tua perché tuo figlio e tuo marito sono in pena per te -.

La gente, quando seppe che Petrina era stata curata dalla Madonna, andò a pregare sul luogo dell’Apparizione dove sorse dapprima, per l'interesse del Vescovo, un pilone; questo divenne poi una cappella, officinata dai Benedettini di Santa Maria della Pieve.

Infine si costruì il Santuario nel 1649.

Fonte:

Sito - Maria di Nazareth

sabato 21 novembre 2020

21 Novembre - La Madre Santissima del Lume

La storia della Madonna del Lume è davvero speciale. E non soltanto per il suo arrivo misterioso a Melara, ma anche per come sarebbe stato dipinto il quadro.
 Il missionario gesuita padre Giovanni Antonio Genovesi (1684-1743), di Palermo, desiderava portare con sé in missione un’immagine della Madonna, come patrona speciale del suo apostolato. 
Incaricò quindi una religiosa veggente di farsi indicare dalla Madre di Dio l’immagine e l’invocazione con cui Ella avrebbe voluto essere venerata nel particolare significato missionario.


Una mattina del 1722, dopo essersi accostata alla S. Comunione, ritiratasi in un angolo della chiesa, mentre era assorta in Dio vide avvicinarsi la Regina degli Angeli, in aspetto straordinario, bella, graziosa ed amabile. Effondeva dal suo celestiale aspetto un fascio di luce così vivo, così sfolgorante tale da assaporare la piena Comunione con Dio attraverso la Santa Vergine.


Ella vide una schiera di Angeli che circonda il suo volto, sorreggendo sul capo della Vergine una corona. La Vergine vestita da una lunga veste bianca, una fascia tempestata di gemme preziose le cingeva con leggerezza i fianchi, le pendeva dagli omeri un magnifico manto azzurro. Ella reggeva in grembo Gesù Bambino sorridente. Con la mano destra un'anima peccatrice nell'atto di precipitare all'inferno, e la sinistra un angelo in ginocchio sorreggeva un cestino sul quale Gesù conservava i cuori dei peccatori convertiti, per intercessione della Madre.
Di fronte a questa visione la veggente, disse: perchè oggi, o sovrana Signora, mi onorate della vostra presenza? Perchè alla vostra presenza è coronata dall'amabile Gesù Bambino? La Santa Vergine rispose: "Non ricordi la preghiera che dovevi rivolgermi da parte di quel religioso, che con tanto impegno te ne supplicò? Digli che il suo nobile pensiero mi è gradito, che metto sotto la mia protezione il suo ministero apostolico, che voglio essere dipinta su tela come ora mi vedi e voglio essere invocata con il nome di Madre SS. del Lume".

Subito Padre Genovese chiamò un pittore al quale la veggente descrisse la visione e raccomandò che la tela corrispondesse al desiderio della Madonna. Dopo una prima realizzazione pittorica non fedele all'apparizione, sotto la guida della veggente a cui si manifesto nuovamente la Vergine, il pittore riuscì a realizzare l'opera tanto desiderata.
L'immagine fu portata dalla Sicilia nella città messicana di Leòn dal missionario Giuseppe Ignazio Genovese, fratello di Giovanni Antonio, e che successivamente nel 1849 venne proclamata come patrona della città. La diffusione del culto si sparse ben presto nel palermitano ed in tutta la Sicilia e successivamente nel mondo, grazie all'opera del Padri gesuiti e dai tanti fedeli devoti. Il 6 febbraio 1738 con un breve atto apostolico Papa Clemente XII autorizzò il Culto a Maria SS. del Lume, stabilì la data della festa nella seconda domenica di settembre e concesse indulgenza plenaria ai devoti che nel giorno a Lei dedicato partecipano santamente e con devozione alla Santa Messa.

Nel prodigioso dipinto la Madonna salva un’anima che sta per essere portata dal demonio all’inferno.

Fonte:Parrocchia

Sito

Preghiera alla Madre Santissima del Lume

Madre SS. del Lume, Madre della Luce divina che emana da Dio Padre, da Dio Figlio e da Dio Spirito Santo, noi Tuoi figli avvolti come siamo da profonde tenebre che ad ogni momento ci spingono verso mortali precipizi, corriamo a Te, verso la Tua luce per essere illuminati, guidati, protetti e aiutati a percorrere un buon cammino reso sicuro dal Tuo im­macolato chiarore. Ave Maria ...

Madre del Santo Lume

guida chi a Te ricorre

chi t'ama e chi desia

venir vicino a Te

Madre del Santo Lume, la Tua splendida immagine è un libro che ci fa profondamente meditare. Il Tuo sorriso ci incoraggia ad avvicinarci a Te con filiale confidenza per porgerti la nostra mano ed essere trattenuti dal cadere nel fuoco eterno. Ci spinge a donare il nostro cuore al dolcissimo Bambinello che porti in braccio e che Lui, con gesto, che ci ricorda quanto avvenne a Cana dove risaltò il Tuo amore materno, lo offro a Te perché lo purifichi, lo riscaldi e ne faccia sua dimora. Ave Maria ...

Madre del Santo Lume

noi ti doniamo il cuore

fa' che dimori in esso

l'amabile Gesù

Madre SS. del Lume, non possiamo dimenticare le anime del Purgatorio che con tanta ansia attendono la Tua luce che dissipi le pene di quel carcere. Per esse Ti preghiamo. Non tardare a liberarle, special­mente quelle più abbandonate e quelle dei nostri pa­renti, benefattori e amici. Ave Maria ...

Madre del Santo Lume

Luce dei figli erranti

le Anime Purganti

accogli su nel ciel.

giovedì 19 novembre 2020

20 Novembre - Apparizione della Madonna alla Bossola

"Voglio qui un Santuario a protezione di tutta la Lomellina. Saranno tante le grazie che io farò in questo luogo, che i miei figli esperimenteranno i tesori delle mie misericordie".

La protagonista del fatto miracoloso che portò alla costruzione del Santuario è Maria, una ragazza tredicenne di Garlasco, che aveva perso l'uso della parola durante l'eccidio di tutta la sua famiglia ad opera di bande di soldati che all'epoca si fronteggiavano sul territorio. Maria aveva portato gli animali al pascolo tra le querce ed i cespugli di biancospino della "Busslà". Verso mezzogiorno vedendo il cielo rabbuiarsi e pensando a un temporale, si rannicchiò sotto l'edicola con l'immagine della Vergine. All'improvviso, un globo di luce andò a posarsi sopra un cespuglio di busslà (biancospino).

Apparve la figura della Madonna che disse alla ragazza: "Maria Benedetta, vai a dire alla gente di Garlasco, che voglio qui un Santuario a protezione di tutta la Lomellina. Saranno tante le grazie che io farò in questo luogo, che i miei figli esperimenteranno i tesori delle mie misericordie. Come segno che ti sono apparsa tu hai già udito il mio messaggio, ora lo porterai alla gente di Garlasco".

Maria, ancora scossa, tornò in paese. Grande fu la sorpresa dei compaesani nell'udire la ragazza ripetere, con la sua voce, quelle parole udite alla "busslà". Della giovane pastorella – che cominciarono a chiamare Maria Benedetta – non si ebbe più notizia. La tradizione vuole che si sia ritirata in un monastero di clausura, alla Cascina Veronica, vicino al torrente Terdoppio, dove pare sorgesse un convento di monache vallombrosane.

Il messaggio del quale si fece ambasciatrice non cadde nel vuoto. La comunità di Garlasco, attorno all'immagine murale di Maria Vergine, cominciò a costruire una "casa", una grande casa, che i secoli via via trasformeranno nel Santuario che oggi si impone, in tutta la suggestione architettonica, nella piana Lomellina. Le cronache collocano l'evento prodigioso nell'anno 1465.

Fonte: Santuario

lunedì 9 novembre 2020

9 Novembre - La Madonna apparve ad una contadina di Nocera Superiore


Materdomini è uno dei più antichi Santuari mariani della Campania. Vanta un migliaio di anni di storia che frammista alla leggenda, rende vivace ed interessante, sia il discorso strettamente religioso, sia quello rigorosamente storiografico.

L'immagine della Vergine fu ritrovata miracolosamente sotto terra, conservata tra due lastre di marmo. Secondo la tradizione, nell'anno 1041, una contadina, conosciuta col nome Caramari, ebbe una visione secondo la quale la Madonna le chiedeva di scavare sotto una quercia, all'ombra della quale la giovane riposava, perché lì si trovava una Sua effige miracolosa.

Le prime ricerche non ebbero risultato alcuno, solo in seguito superando lo scetticismo dei più, si continuò a scavare e, in una cisterna fu trovato lo splendido dipinto della Santa Vergine. Successivamente al ritrovamento, la Sacra Icona, che non aveva nome, ebbe il titolo di Mater Domini, cioè, Madre del Signore. La devozione per la Sacra Immagine, alimentata da numerosi miracoli, (resurrezione di morti, guarigioni di ciechi e liberazioni di ossessi), crebbe rapidamente.

domenica 8 novembre 2020

8 Novembre 1620 - Miracolo della Montagna Bianca


"Dagli occhi di Gesù, Maria e Giuseppe uscirono raggi luminosi che accecarono i nemici e li costrinsero alla fuga" (ct. Tutti i giorni con Maria, Ed. Ares). 

Su invito di Ferdinando II il padre Generale dei Carmelitani Scalzi della Congregazione italiana, lo spagnolo Padre Domenico di Gesù Maria, partì per Monaco di Baviera per unirsi alle truppe di Tilly e Carlo Bonaventura Buquoye, in partenza per Praga attraverso la Boemia meridionale.

Padre Domenico trovò fra i beni confiscati ai Giovanniti un piccolo dipinto (28,5 x 17,5 cm) raffigurante l’adorazione dei pastori a Betlemme. In questo dipinto Maria, Giuseppe e i pastori avevano gli occhi perforati.

Il piccolo quadro è stato sfregiato dai protestanti boemi. Con questo dipinto padre Domenico accompagnò come guida spirituale l’esercito cattolico fino alla Montagna Bianca.

l 8 novembre 1620 scoppiò la battaglia della Montagna Bianca. La fortuna sembrava all’inizio arridere all’esercito protestante. Secondo una leggenda padre Domenico di Gesù Maria avrebbe allora benedetto le truppe con il quadretto, infondendo ai soldati cattolici il coraggio necessario per l’attacco decisivo vittorioso. Durante la battaglia alla Montagna Bianca (Praga) ottenne dal miracoloso quadretto una strepitosa vittoria emettendo vivissimi splendori che abbagliarono e sbaragliarono i nemici della fede cattolica. Tale battaglia segnava la fine del governo protestante in Boemia.

martedì 3 novembre 2020

3 Novembre - Nostra Signora di Coromoto (Venezuela)


La Vergine di Nostra Signora di Coromoto è la patrona del Venezuela. È venerata sia nella città di Guanare, dove è apparsa circa 350 anni fa, sia in tutto il paese. 

Quando la città di Guanare fu fondata nel 1591, gli indigeni che vivevano nella regione, i Cospes, fuggirono nella giungla a nord della città. Ciò ha ostacolato l'evangelizzazione che la Chiesa cattolica aveva intrapreso.

Un giorno del 1652, il capo Coromoto e sua moglie stavano attraversando un ruscello d'acqua e videro una Signora di straordinaria bellezza che disse loro nella sua lingua: "Andate alla casa bianca e chiedetegli di versarvi l'acqua sulla testa (battesimo ) per andare in paradiso ". Casualmente, è passato uno spagnolo di nome Juan Sánchez e Cacique Coromoto gli ha raccontato cosa era successo.

 

Juan Sánchez gli chiese quindi di arruolarsi con la tribù, che avrebbe visitato in otto giorni per insegnare loro tutto il necessario per versare l'acqua su di loro. In effetti, al suo ritorno, gli indigeni hanno marciato con lui ad angolo formato tra i fiumi Guanaguanare e Tucupido, dove hanno distribuito le terre e iniziato la catechesi, per prepararli al battesimo.


Molti indiani ricevettero il battesimo, non il Cacique che perse la giungla dove governava e non doveva obbedire. Questo lo ha fatto preparare la sua fuga. Tuttavia, sabato 8 settembre 1652, la Vergine riappare nella capanna, alla presenza di Coromoto, sua moglie, sua cognata Isabella e suo nipote. (È, tra l'altro, l'unica volta che la Santa Vergine appare a una famiglia). Il capo prende la freccia e mira a ucciderla. Mentre la Vergine Maria si avvicina a lui, Coromoto scocca la freccia e cerca di spingerla, ma lei scompare, lasciando un piccolo rotolo con la sua immagine in mano.
Il ragazzo corse a dirlo a Juan Sánchez, che con due suoi compagni si recò sul luogo dell'apparizione e raccolse la preziosa reliquia. Informarono le autorità civili ed ecclesiastiche, che pur non credendoci, decisero di portare la pergamena nella Chiesa di Guanare nel 1654, dove rimase in un reliquiario fino al 1987, quando fu incastonata nel piedistallo dell'immagine lignea che si trova oggi giornata nel tempio "Santuario Nazionale Nuestra Señora de Coromoto".

Il capo Coromoto fuggì nella giungla e vedendo che la Beata Vergine non aveva ottenuto nulla con lui, si lasciò mordere da un serpente velenoso. Poi si volse il cuore a Dio e cominciò a chiedere il Battesimo, amministrato da un barinese che passava di lì. Quando fu battezzato divenne un apostolo e chiese agli indiani di non separarsi dal missionario e di essere battezzato. In conseguenza di ciò, gli indiani Cospes formarono una fervida comunità di fedeli.


 

Fonte: La Vergine di Coromoto


lunedì 17 agosto 2020

15 Agosto - Nostra Signora di "Ogni aiuto" apparsa il 15 Agosto 1652 in Bretagna

L'incantevole storia di "Nostra Signora di ogni aiuto", apparsa il 15 agosto 1652 alla pastorella Jeanne Courtel a Querrien (Bretagna).

Quando il 15 agosto 1652 la Vergine Maria apparve a Jeanne Courtel, il primo dialogo tra la Madonna e la piccola sordomuta è stato il seguente:

- Bella pastorella, dammi una delle tue pecore .
- Queste pecore non sono mie ... sono di mio padre.
- Torna dai tuoi genitori… e chiedi per me un agnello .
- Ma chi manterrà il mio gregge ?
- Io stessa manterrò le tue pecore!

La piccola sarebbe tornata velocemente dai suoi genitori dove tutti sarebbero rimasti sbalorditi nel sentirla parlare:

- Padre mio, una signora è venuta a trovarmi e mi ha chiesto uno dei tuoi agnelli .
- Ah ! figlia mia, se questa Signora ti ha restituito la parola, le daremo tutto il gregge.
- Ha anche detto che devi cercare nello stagno per trovare la sua immagine sepolta e persa secoli fa .
- E cos'altro ti ha chiesto ?
- Dice di essere la Vergine Maria, e che per lei deve essere costruita una cappella nel mezzo del villaggio in modo che i pellegrini possano venire a frotte per onorarla .
- Se stai dicendo la verità, chiederemo al vescovo di permetterci di costruire un santuario per lui.

Fonte: Santuario

sabato 8 agosto 2020

8 Agosto - Madonna delle Cese apparsa nel VI sec.

Secondo la tradizione, quando papa Innocenzo III era ancora cardinale, un giorno, dalla sua villa di Trisulti scese nella grotta delle Cese, dove trovò un santo eremita in estasi, dal quale si fece poi raccontare la visione avuta durante il mistico rapimento; al contempo, è cosa certa che non esisteva ancora nell'ambito della grotta delle Cese un oratorio dedicato alla Madonna sia durante il pontificato di Innocenzo III (1198-1216) che in quello dei suoi immediati successori. La prima menzione del santuario si ha nell'ultimo trentennio del secolo XIII. I documenti, inerenti lasciti di denari, indicano come beneficiaria la Madonna delle Cese, così denominata dal termine “Cesa” (da latino caedere, ossia tagliare) che nel Lazio meridionale indica un luogo boscoso dissodato con il taglio degli alberi e degli arbusti.

Fonte e approfondimenti qui.

giovedì 6 agosto 2020

6 Agosto - Nostra Signora di Paitone apparsa nel 1532

Testo tratto dagli archivi della Chiesa di Paitone: «Traeva stentata la vita con le fatiche dello sue mani un povero giovane della terra di Paitone, chiamato Filippo Viotti, il quale, fino dalla sua nascita privo dell’uso di favellare, temeva però Dio e, con atti di cristiana pietà, lo venerava e obbediva.


In un giorno dell’anno 1532, mentre nel parco suo vivere questo buon fanciullo raccoglieva sopra una collina acerbi frutti, detti more, dagli spinosi cespugli gli apparve all’improvviso, assisa sopra di un sasso, la Santissima Madre di Dio, ammantata di bianca veste e coperta di velo brunato, la quale, riempiendo il di lui cuore d’insolita gioia, significogli di voler essere Ella la Protettrice del popolo di Paitone. Onde volesse egli avvisare i Reggenti di quel Comune perché colà fabbricassero a di Lei onore un tempio, dal qual sortir dovevano larghi doni della sua misericordia.

Confuso nel suo contento il buon giovane, dimostro con cenni di essere per la sua mutolezza inabile ad eseguire il comando. Ma la potentissima Vergine, nelle di cui mani Dio ha posto la Salute di ogni infermità snodò tosto la di lui lingua acciò questo miracolo servisse a confermare la verità dei di lui detti.
Allegro per la ottenuta grazia, il contadino corse a compiere il comando della Madre di Dio. Né potevano i Reggenti negare fede alla prodigiosa voce di un mutolo, che giammai aveva proferito sillaba per lo addietro; onde, bramosi della celeste protezione a loro promossa, diedero in mano con sollecitudine alla casa fabbrica, che tosto si ridussero a perfezionare sullo stesso luogo ove avvenne l’Ammirabile Apparizione”.

Un secondo miracolo


«Perché in più espressiva maniera ai posteri restasse la memoria del grande avvenimento, ordinarono i Rettori ad Alessandro Bonvicino, detto il ‘‘Moretto’’, celebre pittore di quei tempi, di rappresentarlo in ben ideata pittura: locché diede occasione ad un nuovo miracolo.
Ricercò l’artefice valentissimo dal semplice contadino la narrazione dell’avvenuto miracolo nelle più particolari circostanze, ma, non potendo ritrarne che rozze e malforme risposte trovassi talmente confuso, che sentendosi mancare l’aiuto dell’arte umana, volle con saggio consiglio ricorrere all’assistenza celeste.
Premessa adunque la Sacramentale Confessione dé suoi falli e pasciutosi dell’adorabile Eucaristia, imploro reverente l’aiuto e la protezione di Maria Santissima, la quale, benignamente esaudendo le sue umili preghiere, se gli diede a vedere in sogno, nella notte seguente, imprimendo altamente nella di lui fantasia l’intera idea della sua miracolosa comparsa.


Svegliato dunque nella seguente mattina, diede tosto mano con tal facilità al lavoro che al primo vederlo il risanato contadino esclamò tutto giulivo tale appunto ed in tale abito essergli apparsa la Madre di Dio allorché sciolse i lemmi della di lui lingua”.

Fonte: Maria di Nazareth

martedì 4 agosto 2020

4 Agosto - La Madonna apparsa a Mogliano Veneto

La storia del Santuario di Bonisiolo inizia nel 1470, quando vicino al piccolo Borgo c’erano ancora boschi e paludi e i pochi abitanti vivevano modestamente in case di legno. La tradizione racconta che nel mese di agosto di quell’anno la Madonna apparve ad una giovane sordomuta mentre si recava nei campi a portare il cibo al padre che lavorava.

La Vergine si mostrò nelle vesti di una semplice donna seduta su un tronco presso il fossato che separava la strada dalla campagna, (come è rappresentata nell’affresco del pittore Urbani de Gheltof) e, espresse alla giovane il desiderio che in quel luogo venisse costruita una cappella a lei dedicata. Venne costruito un capitello che col tempo fu ingrandito e abbellito da un affresco sopra l’arcata della pala che rappresenta la SS.ma Trinità e, più sotto il dipinto della Vergine con in braccio Gesù benedicente e in parte la sordomuta.

Ebbe così origine il culto alla Beata Vergine che da paesi vicini e lontani accorrevano a venerare la Madonna nella sua bella immagine. Il 18 settembre 1592 il vescovo Francesco Cornaro “concesse che si suonasse la campana dell’Ave Maria anche a mezzogiorno”.

Fonte: Storia del Santuario

mercoledì 29 luglio 2020

29 Luglio- Nostra Signora di Morbio

La storia del santuario di Santa Maria dei Miracoli inizia il 29 luglio 1594. È un venerdì e due fanciulle milanesi, Caterina e Angela, rispettivamente di dieci e di sette anni, raggiungono il colle di Morbio, dove anticamente sorgeva un castello. Sono due povere fanciulle malate, tormentate dal demonio e sono salite fino a Morbio, per chiedere la benedizione di don Gaspare Barberini, il vice-parroco (Morbio diventerà parrocchia soltanto nel 1777, staccandosi da Balerna) che gode di particolari carismi. Ma il viceparroco è assente; è sceso a Cernobbio per la festa di Santa Marta. Alla stanchezza del viaggio e alla tristezza della malattia, si aggiunge l'amarezza della delusione. Non resta che aspettare. Fra i ruderi dell'antico castello vi sono anche le rovine del vecchio oratorio e sul muro sbrecciato e cadente, é dipinto l'affresco, che rappresenta la Vergine in atteggiamento profondamente materno, mentre allatta Gesù.

Sullo spiazzo antistante, le due madri, angustiate da una nuova crisi delle due fanciulle, pregano con fede, dopo aver condotto, con l'aiuto di alcune donne di Morbio, le due ragazze davanti all'immagine sacra.
E allora avviene il miracolo. Quelle due povere creature semplici e innocenti sono salve. Questo è il miracolo di Morbio: la Madonna appare alle due fanciulle e le guarisce.

Nel processo sulla manifestazione della Madonna dei Miracoli steso dal Vicario Generale del Conte Vescovo di Como in presenza dell'Arciprete di Balerna il venerdì 5 agosto 1594, tra l'altro si leggono le parole di Caterina di dieci anni che riferisce come la Madonna le aveva detto che "avvisasse che si facesse refare quel luogo e che su gli si dicesse Messa". La Madonna gli aveva pure detto che avrebbero dovuto dire a tutti che "dovessero dire 15 Pater Noster e 15 Ave Maria per i 15 misteri della vita, passione, morte e resurrezione del Signore". Infine Caterina afferma che dopo che fu venuto giù dallo scaletto, la Madonna le aveva detto inoltre altre cose, "che si dovesse fare Capuccina" e che lei le aveva promesso di poter effettuare questa sua promessa. Questo è il triplice messaggio di Santa Maria dei Miracoli.

Fonte: Maria di Nazareth

Preghiera a Santa Maria dei Miracoli

“O Madre di Dio, Maria dei Miracoli,

col manifestarti prodigiosamente

in questa tua Immagine eleggesti questo luogo

a trono di tua misericordia:

luogo privilegiato donde diffondi i tuoi favori

e le tue benedizioni; e già molti e molti infelici hanno qui trovato rimedio alle loro infermità spirituali e corporali; noi veniamo pieni di fiducia ai piedi di questa tua Immagine ad implorare la tua materna protezione.
Tu conosci i nostri bisogni, le nostre pene, le nostre sofferenze: rivolgi l’ occhio propizio sopra di noi e intercedi dal Cuore del tuo Figlio Gesù quanto ti domandiamo.


Esaudisci, o Madre di grazia, le nostre umili preghiere e, ricolmi dei tuoi benefici,
ci sforzeremo di esserti grati in vita coll’imitare le tue virtù, nell’attesa di cantare con te, con gli angeli, con i santi l’ inno dell’ eterna lode.
Amen”.

venerdì 24 luglio 2020

24 Luglio - Nostra Signora di Valverde apparsa nel 1399

L’interessante storia del Santuario della Madonna in Valverde di Rezzato (BS), con il suo laghetto, risale al 1399, tra fine giugno ed i primi di luglio. Un bravo contadino sta arando il suo campo, all'entrata della Valverde nei pressi di Rezzato, nelle vicinanze di una chiesetta dedicata alla Madonna. Improvvisamente i suoi buoi si fermano, cadono ginocchioni e si rifiutano di proseguire. Meravigliato il contadino alza lo sguardo e vede davanti a sé un Personaggio vestito di una tunica rossa ed un manto azzurro.

Con tono autorevole il Personaggio ordina: “Prendi i tre pani che hai nella bisaccia e va a gettarli nello stagno (laghetto)”. Preso da timore, il pio contadino (nella storia è chiamato bifolco) si avvia sollecito ad eseguire l’ordine ricevuto. Quando però sta per gettare il primo pane nello stagno una voce soavissima lo chiama:

“Fermati! Non li gettare”.

È una Signora, apparsa su di uno scoglio in mezzo all’acqua, che gli rivolge la parola. Il timido contadino è interdetto, non sa che cosa dire né che cosa fare.

La Signora riprende a parlare:

“Ritorna dall’adorabile Signore che qui ti ha inviato e pregalo da parte mia che si compiaccia di revocare il suo comando ed assicuralo che io troverò il modo di soddisfare la sua divina giustizia”.

Il contadino ritorna ai piedi del Personaggio, riferisce della visione avuta, della Signora e delle sue parole, ma il Signore si mostra adirato, insiste nell’ordine dato e vuole che venga eseguito. Triste il contadino ritorna al laghetto con i suoi tre pani, deciso ad eseguire gli ordini, ma la Signora lo ferma ancora una volta:

“No! Non li gettare”.

“Ma l’ordine di quel Signore è questo, ed io lo devo eseguire” risponde il contadino.

“No! Fermati, ascolta – riprende la Signora – Io sono la Madre del Divin redentore e il Signore che ti ha dato questo ordine è appunto il mio Divin Figlio. Egli è giustamente adirato contro la perversità sconfinata che regna fra gli uomini, ed ha deciso di punirli con flagelli spaventosi. Gettare questi pani significherebbe il decreto irrevocabile. Va’, dunque e prega il mio Gesù di voler ancora usare misericordia ai poveri peccatori nella speranza che questi ritornino a vita virtuosa”.

Raccolte le sue forze, fiducioso nella protezione della Madonna, il contadino ritorna con passo svelto alla presenza del Redentore. Prostrato a terra espone tra le lacrime il desiderio della sua divina Madre, presenta i suoi meriti, le sue preghiere, il suo interessamento e lo assicura del ravvedimento quasi certo dei peccatori, ma con fermezza e volto severo Gesù gli ordina: “Ritorna allo stagno ed esegui il comando che ti ho dato. Le iniquità degli uomini sono al colmo, la mia giustizia è ormai stanca; il vizio, la lussuria che dominano più che mai in mezzo a loro mi muovono a tanta nausea; va’ e compi ciò che ti ho ordinato”.


Al colmo dello spavento, il pio contadino rifà il penoso sentiero, e con lo schianto nel cuore, fissa i suoi occhi nel volto della Madonna per implorare da Lei pietà ed aiuto.

E si sente ripetere:

“O buon uomo! Il caso è gravissimo. Insistiamo ancora a pregare la Divina Misericordia. Il getto di questi tre pani significherebbe lo scatenarsi sopra la terra di tre terribili flagelli, la peste, la fame, la guerra con lo sterminio di gran parte delle genti. Va’ di nuovo ai piedi del mio Divin Figliuolo, presentagli a nome mio i meriti delle sacratissime sue Piaghe, della sua Passione e morte, rinnovagli i miei voti e i desideri, l’intercessione delle mie suppliche, digli che mi impegnerò per mezzo tuo di richiamare le genti a sincera penitenza. Insisti devotamente, prega con molta umiltà e la misericordia di Lui prevarrà”.

Il contadino ritorna ancora una volta, piangendo davanti al Personaggio; gli riferisce le preghiere e le suppliche della Madonna, e finalmente si sente rispondere: “Alla benedetta mia Madre nulla io so negare. Per amore di Lei sospendo due dei castighi ed inoltre se gli uomini ritraendosi dai loro immondi costumi si purificheranno profondamente nelle lacrime della penitenza verrà alleggerito di molto anche il terzo. Va’ al laghetto e gettavi un solo pane”.

Ritornato al laghetto il contadino trova la Madonna che gli permette di gettare in acqua uno dei tre pani, e gli dice:

“Ora vai ad annunziare le cose che hai viste ed udite. Esorta la gente ad abbandonare le vie dell’empietà, esortali a vivere cristianamente per placare la divina giustizia che hanno gravemente irritata. Suggerisci loro la purificazione nel sacramento della penitenza, facciano devote novene con processioni... vestano bianche vesti... assistano con devozione alla S. Messa... ricevano con fede la S. Comunione. Tra i canti mi è assai gradito lo Stabat Mater dolorosa...”.

Il contadino dopo aver gettato un solo pane, quello della peste, come gli chiarirà la Madonna, corse ad informare i suoi compaesani dell'accaduto. L'uomo poi, accompagnato da un gruppo di discepoli vestiti di bianco come lui, si mosse di paese in paese, di regione in regione a narrare quanto visto e ad annunziare le parole udite, predicando penitenza e preghiera e facendo processioni.

Fonte: Maria di Nazareth

sabato 18 luglio 2020

18 Luglio - Santa Maria Greca

18 Luglio 1656 – SANTA MARIA GRECA - Corato, Bari.

Un’immagine misteriosa compare al suono di un campanello dopo essere apparsa in visione ad un pio sacerdote del luogo che la invocava. L’immagine continua ad essere ben visibile all’interno del sotterraneo di una torre fortificata.

All’alba del 17 luglio 1656, mentre il pio sacerdote, Don Francesco Lo Jodice, era raccolto in preghiera, ebbe una visione della Vergine nella medesima posizione con cui oggi è la Sacra Effigie detta di Santa Maria Greca. Gli disse:

Coraggio, o mio diletto, consola quest’afflitto popolo, poiché subito sarà liberato dal tremendo flagello dell’ira di Dio, se dedicherà in mio onore ed al mio culto il sotterraneo a te ben noto”.

Fonte per approfondire: Madonna del giorno

giovedì 16 luglio 2020

16 Luglio - Apparve loro tutta vestita di vesti bianche

Racconto dell'"Apparizione".

Per non turbare l'incanto dell'avvenimento con parole troppo lontane da quei tempi, cogliamo il fatto letteralmente dall'accennata ''Origine" dell'Amorotti, il quale ci narra come si svolsero i fatti in quel giorno.

"L 'anno del Signore 1480, Donato Nutini putto di tenera età e Cornelia figlia di Matteo Vangelisti, d'anni dieci, ambedue del comune di Baragazza, contea dei Signori Pepoli di Bologna, pascolavano armenti, conforme l'uso del paese, in un luogo chiamato Boccadirio...

Questo luogo è posto in un sito lontano dalle case un miglio circa sulla cima dell'Appennino, nella parte che guarda settentrione, in una bocca di due rivi i quali, congiungendosi quivi insieme danno il suddetto nome al sito di Boccadirio.

Questo luogo medesimo sta tutto circondato da rupi scoscese e da balze precipitose, le quali per la maggior parte vestite di faggi. I due putti, allevati nel santo timor di Dio e nella devozione della beatissima Vergine dai loro genitori, e guidati pur anche da un santo spirito, un giorno, che pascolavano pur gli armenti, si posero in detto luogo a fare orazione e quivi con grandissimo fervore di spirito unitamente invocavano la Beatissima Vergine Madre di Dio, perché si degnasse di prestar loro aiuto, accioché potessero servire al Signore e conservare se stessi in santa pudicizia. In quell'istante la Madre di misericordia che sempre sta pronta per consolar quelli che sinceramente ricorrono agli aiuti di Lei apparve loro tutta vestita di vesti bianche, dall'altra parte del Rio, in una balza verso ponente, nel qual luogo al presente sta eretto l'altare dove si celebrano i sacrifici ad onore di Lei, onorandovisi particolarmente una sua devotissima immagine.

Da questa balza partendosi, la SS. Vergine s'accostò ai due putti dalla parte del Rio, verso levante, dov'essi l'invocavano, e disse loro, e primieramente a Donato che dovesse farsi sacerdote, come felicemente successe; alla Cornelia, poi, che si facesse monaca, aggiungendole, che ciò seguirebbe nella Toscana e additandole e mostrandole quel monastero col suo sito e forma, dov'ella si sarebbe monacata. Comandò finalmente ad ambedue che facessero intendere al popolo di Baragazza che in quel luogo fabbricasse un tempio ad onor suo, promettendo che tutti quelli che fossero poi divoti e frequenti in detto luogo, otterrebbero tutto ciò che sotto la protezione ed invocazione di Lei domandassero sommo Iddio".

Fonte: Santuario

martedì 14 luglio 2020

14 Luglio -Nostra Signora di Montebruno

Secondo la tradizione locale sul luogo dove oggi sorge il santuario vi fu, nel 1478, una miracolosa apparizione della Vergine Maria.

Il racconto popolare asserisce che la Madonna apparve ad un pastorello muto che, alla vista della Signora, riacquistò miracolosamente la parola per poi annunciare alla popolazione di Montebruno il lieto evento.

Gli abitanti accorsi sul luogo dell'evento ritrovarono sul tronco di un albero di faggio una statua in legno raffigurante la Madonna di Montebruno; oggi l'effigie mariana, che si ritiene di origine bizantina risalente al XII secolo, è collocata sull'altare maggiore.

Eretto nel 1486, l'edficio sacro fu interessato da ampliamenti e interventi decorativi in epoca barocca mentre la facciata del 1897, con lesene e timpano, è di forme neoclassiche. L'interno, ricco di marmi e di stucchi, seicenteschi, oltre alla venerata effigie mariana conserva anche un Crocifisso in legno che si fa risalire al XVII secolo.

Fonte: Comune Montebruno